martedì 15 settembre 2009


Care e cari...permetteteci un piccolo scollinamento tra Convolation e Hochebene..per ricordare che son passati (oggi) due anni...che baldoria, ogni volta che ci pensiamo...voi che immagine vi portate dietro?

Oggi il nonno via chat ricordava a Vi il corpo di Yortz crivellato dai colpi dei cacciatori all'alba sul Po..

Ma soprattutto, chi è che organizza la prossima (matrimonio o no..)?

Abbracci

giovedì 10 settembre 2009

L'amore a Settembre..






VeneziaCarbonaradiPoVeronaBolzanoRoveretoNovaraBorgomaneroMilanoSizzano. In 7 giorni. Ma ne è valsa la pena!



Abbiamo fatto questo tour (dell'Italia? De force?) per cercare di incontrare più gente possibile..ed in effetti abbiamo incontrato molti di voi..ora siamo qui, a casa a Berlino. C'è un silenzio palpabile (dopo tanti giorni di voci, volti, voi), fuori ci son prove tecniche d'autunno.



Mi piacerebbe raccontarvi come sono stati questi 7 giorni in Italia, ma non sarebbe facile per cui affido il tutto ad una serie di immagini, situazioni, microriflessioni tra le righe e le colonne.


Sapendo che la velocità di quei giorni e le cornici emotive in cui avvenivano non avrebbero reso facile un resocnto, man mano che passavano i giorni mi segnavo, quando riuscivo, su un fogliettino queste mezze frasi, quasi parole sparse, riguardanti cose che non volevo dimenticarmi.



Eccole, in ordine sparso.


La luna sul Po.


Virna con i cerotti.



Amatriciana, pesce spada e peperoni, primo pasto italiano dalla "Marisa".



Il latte e menta che mi ha fatto il Mahatma.



Stranieri sorridenti e gentili (con e senza sorrisi d'incoraggiamento) sui treni in Italia.



La signora di Venezia che alla domanda "Scusi, per S. Marco?" mi ha guardato e risposto "Seguitemi"..sembrava uscita da Pane e Tulipani e andava molto più rapida del gruppo Garosi!



Savater, Handke e Internazionale (la rivista, sempre meglio..).



La Tv in Italia (dio, ancora la Flatcher, non ci posso credere..) e l'Italia in Tv.



La Val Gresta, una valle in trentino tutta biologica (Yes, we can..)



La fatica x trovare un bar aperto dove fare un aperitivo con Gaggi domenica alle 19 in centro a Novara.



La buona condizione di mia mamma dopo un mese a Ronzone!



Lo sguardo di Anita.
Lo Stanga che mi parla delle sue scelte.


La pancia di chi so io...



La tartaruga di mia mamma costretta a far finta di essere anfibia (quando entri nella stanza ha la testa fuori dal pelo dell'acqua, quando ti vede la mette subito sotto..).



Abbracciare gli amici dopo la cena di lunedì e "sentire" che non li avrei rivisti per qualche mese.

L'Sms della Cioppy che mi parla del suo futuro.


Il Willkommenn a casa di Ste e Lara.



Simon che salta sul binario dall'emozione nel vederci e mi fa piangere.



Nini che tira giù le tende del soggiorno di mia mamma fischiettando "Volare".



La spilla sulla canottiera di Ginevra (e il dispiacere di non averne neanche una foto..).



Lo sguardo della nonna di Virna su di me.



Il Cda in giardino.



Luca "..ma un pomeriggio a casa a leggere un libro, noo?".



Il biglietto dell'autobus rubatoci appena arrivati in Italia.



La ragazza con bici e bombetta che a Ferrara saluta il ragazzo con bombetta sul treno.



L'intensità di Zazà e la tristezza, una volta a casa, all'idea di star lontano da gente come lui.



La Giò, Ale, Cuma e Anita che ci accolgono sul pianerottolo di casa loro.



Camminare chiaccherando con mia mamma.



Leo che dorme a braccia aperte sul divano.



Ale "..a fumare mi sembra..di far fumo".



La pancia di Nadia.


I sorrisi di Nicolò.


Sabine, splendente, che arriva con un regalo per noi.



La messa senz'audio domenica mattina in Tv (ragazzi, provate ad osservare Ratzinger senza volume..).



Novara, specchio rotto di quest'Italia socialmente distrutta da una politica ignobile e dal menfreghismo di troppa gente.



La richiesta di Daniela (a Vi) e quella di Michele (a me).



Il bisonte canadese.




Pulire la tomba di papà.



Sveva sulle mie gambe.



La mamma (brava!) con 3 bimbi in bici assediata dal traffico delle auto.



La voglia di vederci di certe persone (Glo e Cioppy su tutte ma solo per lo sbattimento..).



Sofi.




Il gatto nero fuori dalla finestra al primo risveglio in una placida Padana.




Le poche domande su Berlino di alcuni (dai, la nostra scelta merita interesse oltre alla casa e al lavoro!) e la curiosa curiosità di altri.



La tensione la notte prima di partire (sia per l'Italia che per la Germania).



Il giro in moto con Gianni (il papà di Virna!).


Ora, siam qui.
A presto, care e cari.







martedì 11 agosto 2009

Stupidi orgogli e pregiudizi felicemente ammaccati


Ho un problema. Con gli italiani. E inizia a preoccuparmi, davvero.

Per fortuna c'è Arnaldo.

Mi spiego e vi racconto.

Berlino è letteralmente invasa da italiani e spagnoli (per strada sento parlare più italiano che tedesco..è davvero una sensazione strana..).

In questi giorni sono qui i genitori di Virna e due giorni fa abbiamo fatto il rituale salto domenicale al MauerPark, dove c'è il mercato delle pulci e tanta, tanta gente. Tanta.

Ad un certo punto mi stacco dal gruppo e vado a sentirmi un pò di Karaoke (non pensate ad una roba trash tipo Fiorello o surreale tipo locali a Tokyo, qui è fatto all'aperto in una piccola arena con gradoni e un sacco di gente presa bene, il tutto gestito da un irlandese che alimenta tutto con pannelli solari..).

Arrivo e, splendido regalo, c'è un tipo che canta Black dei Pearl Jam..solo che..intorno a me solo italiani..che parlano e sembrano gli unici a non divertirsi..vabbè.."sono io che sono un pò prevenuto, mi sposto per non sguazzazzare nel mio pregiudizio..".

Mi sposto un pò più in là, mi siedo sui gradini (intanto una tipa canta un pezzo vecchio di Madonna..).

Poco dopo mi accorgo che alla mia destra i ragazzi che guardano con un pò di compassione (forse è questo che mi ha dato più fastidio..) la gente festante e la ragazza cantante (che era scarsa, ok..però era lì..) sono italiani.

E anche loro hanno quell'aria un pò depressa, spenta, assolutamente non curiosa. Insomma, mi fanno un pò incazzare...sembra che si credano i più fighi, ma a me sembra solo che non sappiano come riuscire a divertirsi (e lì basterebbe poco, tipo accettare la semplicità come forma di bellezza..).

Vabbè, dopo un pò raggiungo il gruppo all'ingresso del parco come da appuntamento.

"Davanti ad Arnaldo" verso le sette e mezza, ci siam detti.

Arnaldo è un ragazzo italiano che non conosciamo (cioè, abbiam scambiato due parole una volta per strada..diciamo più sorrisi e sguardi che altro..) che tutte le domeniche suona al parco con la sua chitarra e una compagna (di note, chissà se anche di vita..). Si piazza lì con la sua sedia e...crea un mondo.

Quel mondo è fatto di note, sorrisi, aria fresca e..ammore.

Inizia facendo canzoni brasiliane (l'altro giorno pure cilene, argentine..) per poi chiudere con canzoni italiane che ti riconciliano con il mondo (Vanoni su tutte..).

E mentre loro due son lì che ti fan svolazzare nell'aria (perchè son bravi), passa l'umanità intera (davvero, di tutto) che lascia il parco dopo una giornata trascorsa a scambiarsi forme varie di entusiasmo per la vita.

L'altro giorno Gaia (mi sembra di aver colto per la prima volta il suo nome) ha pure fatto "Gracias a la vida" (e per chi ha partecipato a Convolation sa che significato abbia per noi..) mentre la luce calava e il grosso della gente, uscendo, si frapponeva tra noi e loro due. Un momento forte.

Insomma Arnaldo è italiano, non se la tira, si emoziona ed emoziona.


E finchè c'è gente come lui che si batte contro i miei pregiudizi, sto un pò più sereno.

martedì 4 agosto 2009

Italiani, borse e bellezza


Metrò,oggi pomeriggio.

Di ritorno da Charlottenburg (quartiere elegante e un pò pettine dove c'è l'omonimo castello, dall'altra parte della città rispetto al "nostro" Prenzlaueberg), sto leggendo.

La mia attenzione viene bruscamente perturbata da un gruppo di persone (5, ma sembrano una massa indistinta) che hanno un tono di voce di parecchio superiore a quello vigente nella carrozza dell'arancione U2 berlinese.

Sono italiani. Una famiglia italiana (scegliete voi la connotazione, se vi può servire erano sardi).

Le tre figlie si siedono di fronte a me e i due genitori di fianco.

Io cerco di leggere ma sono continuamente attratto da loro, con spirito sociologico (oddio, con un lapsus stavo scrivendo etologico..)..cioè, loro urlano ma potrei farmi i fatti miei. Invece li scruto.

Sfatti, strani, ognuno col suo biglietto timbrato nella mano, urlano tra un lato e l'altro del metrò (per capirci, meno di un metro) che sono stanchi, storpiano (cazzo, a me sembra quasi che il padre storpi stereotipicamente!) tutti i nomi delle fermate e si lamentano che la fermata non venga detta e scritta nella carrozza (si sono abituati bene, qui è ovunque così, anche sui bus...non mi sembra si possa dire lo stesso del belpaese..).

Poi all'improvviso accade qualcosa.

La U2 fa pezzi sotterranei e altri in esterna...ebbene, quando il treno esce a cielo aperto...la borsa della figlia oggettivamente davvero brutta (ma secondo me la più simpatica) riflettendo la luce del sole con le pajette di cui è ricoperta, illumina tutto il tetto della carrozza. E' una scena meravigliosa, una specie di discoteca lisergico/naturale nell'ora del tramonto..guardo anche la tipa sorridendo, in quel momento ringrazio adorante quella borsa e penso: questa è Berlino.

Loro, che non si sono accorti di nulla, sono scesi due fermate dopo.

mercoledì 15 luglio 2009

Musici, monete e balconi


Qui scopriamo l'esistenza di tenere e tiepide serate estive, che permettono di indossare sandali ma non maglie senza maniche e consigliano di non dimenticare di infilare in borsa un pullover.

Questa serata è una di quelle! Verso le 20.00 sentiamo i primi mormorii provenire dalla Piazza alberata qua a fianco. Già sappiamo che fra un'oretta, quando il sole inizierà a spegnersi, questi mormorii si tramuteranno in chiacchiericcio misto a suoni di posate che toccano i piatti, di bicchieri che s'incrociano per sperare in una bella estate, una buona notte...

Proprio quando il momento del chiacchiericcio ha raggiunto l'apice ma ancora non si è trasformato in altro io e Diego usciamo di casa, ci riversiamo anche noi nella Piazza, camminiamo guardandonci intorno e parlano della giornata appena trascorsa. Oggi è mercoledì, alle 21.00 abbiamo un appuntamento con Marga che insegna spagnolo in una scuola qua vicino.

Marga sguscia dal grosso portone verde, pochi istanti dopo il nostro arrivo, sembra allegra. Decidiamo di raggiungere un locale all'angolo, polveroso ma accogliente. Chiacchieriamo, in tedesco, ogni tanto qualcuno di noi dimentica un verbo e il senso della frase sfugge, ma è l'unico.

Più tardi, ma non troppo, ci salutiamo augurandoci di sognare in tedesco...

(Ora lascio il racconto a Diego, con documento fotografico!).

Arrivati a casa..accade una di quelle magie che ogni tanto questa città regala (perchè come dice uno slogan qui,"Berlin loves you" e non il contrario come dice il più famoso slogan newyorkese..).

Accade che sentiamo un suono di clarinetto venire da Helmotzplatz (quella delle birre e i chiacchericci..)..prima lontano. Poi non lo sentiamo più. Poi, all'improvviso lo sentiamo molto più forte, quasi sotto il nostro balcone mignon. Ci affacciamo e...in effetti sotto il nostro palazzo ci sono un paio di chitarristi e un clarinettista che suonano e parlano con le ragazze che abitano al primo e al secondo piano.

Ebbene, i ragazzi, probabilmente allontanati per l'ora dalla polizia, stavano camminando nella via quando la tipa del primo piano (dal balcone, beninteso!) li ha chiamati per lanciar loro una moneta...solo che una volta lanciata la moneta non s'è più trovata!!!

E allora, loro, hanno suonato una canzone per lei (per la cronaca "Romeo and Juliette" dei Dire Straits..).

Finita quella...le persone sui balconi intorno erano aumentate e...hanno fatto altri pezzi (da un balcone, dopo la richiesta esaudita di un blues, ho visto lanciare una banconota!)..così, per una ventina di minuti.

In pratica, stasera non sono stati i musici di strada a cercare le persone, ma viceversa!


domenica 24 maggio 2009

Berlin, die Symphonie einer Grosstadt (Sinfonia di una grande città)




Ok, è arrivato il momento di parlarvi di qs città...ma è così difficile!


Per noi è un giro di giostra, è tutto così sorprendente e quotidiano allo stesso tempo che non c'è molto (e c'è tutto!!) da raccontare.


E così è da venerdì scorso che vorrei raccontarvi le cose che si incontrano in un giorno (come sceglie di fare il regista Walter Ruttmann nel film del '27 citato nel titolo..).


E il giorno è appunto quel venerdì (che ormai è dieci giorni fa, per cui fidatevi nella mia rinomata memoria..).


In 24 ore in un posto come Berlino si incrociano storie, volti, bambini per strada, persone che arrivano dai posti più disparati...e così ti capita di ritrovarti per la festa di Yuki (nostro neues freund dal Japan..) al Berghain, il locale considerato più cool del momento (si narra di code che durano anche tre ore al termine delle quali non si viene fatti entrare!) con i pavimenti che tremano per i bassi della musica techno, "leggermente sopravolume"..di trovarti lì e goderti la scena di Takeshi (altro neues..) che fa lo spelling del suo cognome (che non è Ozu, per intenderci!) ad una ragazza spagnola che abbiamo conosciuto quella sera...lo spelling più improbabile che abbia mai visto (oltretutto Takeshi parla giapponese, inglese e un pò di tedesco, ma, come direbbe Paolo Rossi, li parla tutti assieme!).


Questo intorno alle 4 del mattino.


Alle nove del mattino (a questo punto del giorno prima..) eravamo a lezione: e grazie ad un segretario della "Tandem" la nostre scuola di tedesco, abbiamo trovato la nostra prossima casa (ancora a scadenza, come il latte..fresco però). Il tipo è un pò strano: non abbiamo ancora capito se è tedesco o spagnolo, ma di certo non è uno che ti mette a tuo agio. Era già successo il giorno del test d'ingresso alla scuola (voglio dire..test di tedesco fatto da uno che non ti mette a tuo agio...fate voi..): prima ti maltratta un pò (nella fattispecie ti fa capire che non sai un cazzo di una lingua semplice cme il tedesco) e poi inizi a stargli simpatico.


...e solo se si resiste si porta a casa il risultato (iscrizione al livello A2 e casa nuova in zona troppo bella qui a Prenzlauer Berg..)!!


Nella pausa poi abbiam fatto due passi e come al solito abbiamo incrociato masnade di bambini piccoli, normalmente accomagnati in giro dalle maestre a piedi o in sorte di cariole collettive. Quel giorno però, abbiamo visto una cosa nuova: i bambini portai a giocare (e giocavano!) nel piccolo cimitero che c'è nel cuore del quartiere. Immaginatevi: cimitero pieno di verde, qualche tomba e bambini colorati che corrono, scavano (palette, per fortuna..), ridono e fan casino. "Mah!" pensi.


Ed infatti.


Pomeriggio, a lezione (si, ancora..oh, si parla del tedesco, mica del dialetto novarese..) da Silke. Di lei potremmo parlare a lungo e forse lo faremo un'altra volta...vi dico solo però che parlando di cinema ("Le vite degli altri") ci dice che non ha ancora trovato la forza di guardarlo...perchè il tema per lei è troppo vicino..e parlando viene fuori che su di lei, cresciuta nella DDR, c'è quasi sicuramente un dossier da qualche parte (di cui lei non ha mai voluto chiedere), perchè da giovane ha studiato portoghese e francese...già, son passati 20 anni dalla caduta del Muro(quest'anno) e qui si incontrano continuamente persone per cui quella che per noi è storia da libri (o icona televisiva), è ricordo vivido e livido.


Poi si torna a casa (e siamo tipo alle 18), bisogna aspettare l'una (cazzo, l'una quando si è stanchi è lontana..) per l'appuntamento al Berghain con Yuki & Co....che fare? Ritardare la cena come strategia difensiva!


Una corsa è quello che ci vuole.


Virna quel giorno rinuncia ed esco da solo..mi preparo (il mio tendine timoroso richiede affetto) ed esco.


Esco dalla porta di Raabe strasse n°12 e mi pervade un'odore di tabacco da pipa dolce, dolcissimo. Eppure buono.


Faccio quei primi movimenti che sono tra il passo e la corsa e mi imbatto in un ragazzino (max 16 anni, direi..), capelli lunghi (a coprire un occhio, una specie di Capitan Harlock col gilè H&Miano) che mi viene incontro statuario con la sua lunga pipa..ci incrociamo e non mi guarda. Quel giorno il tendine ha fatto il bravo.


Yuki alla fine è andato a casa senza salutarci (non era in ottime condizioni), e noi abbiamo aspettato il primo metrò della giornata per tornare a casa. Arrivati ad Alexander Platz, usciamo per vedere se il tram che ci deve portare a casa è lì come al solito: 19 minuti d'attesa. Un'era geologica (stiamo parlando delle 5.30 del mattino). "Vabbè, mangiamo qualcosa" dico io "ho visto passando che nella stazione del Metrò c'è un tizio che fa i Kebab...".


A questo punto Virna mi guarda e rilancia, in un modo così naturale che viene da innamorarsi di lei (n.b. siamo sempre alle 5.30,massimo 5.34..).."Vabbè se dobbiamo mangiarci un Kebab, andiamo a prenderci il più buono della città!". Abbiamo preso un altro metrò (e poi un altro metrò e poi il famoso tram..), abbiamo fatto colazione con un Kebab su Rosenthaler Platz con la città che diventava chiara. Poi, una volta a casa, non so perchè, ho visto Virna che si lavava i denti nella vasca da bagno.




Abbiamo aperto su Takeshi che si merita anche la chiusura: quando siamo usciti dal Berghain (5..), ha iniziato a piovere..capita.


E mentre andavamo a prendere il metrò ci racconta di lui e della sua esperienza all'estero (1 anno) per imparare l'inglese. E'un giramondo, Takeshi. E ha 26 anni. Ebbene, ha studiato l'inglese...in Canada!!! Incredulo della nostra incredulità, ripete.."YA, in Canada they speak english!", "viele people (ve l'ho detto che mischia) from Japan goes to Canada to learn English", "yes, Takeshi" proviamo noi, un pò alticci e divertiti "In canada speak english, but..".."But you know where is CAnada?" ci dice lui, in un crescendo di TeatroNO..."Certo Takeshi, lo sappiamo..ma..ma...dai...,e va bene Takeshi hai ragione, il mondo non è come lo abbiamo sempre immaginato..adesso andiamo che se siamo fortunati troviamo il primo metrò che parte a breve......"




P.s. Virna ricorda... lo strano tipo che durante l'attesa di Yuki (che si è presentato nel nowhere dove l'aspettavamo all'1.40!) alla stazione dei metrò... si piazza davanti noi seduti sui gradini e "così alticcio da sembrare basso nonostante l'altezza" inizia a raccontarci che arriva da Hamburg e che Berlin fa schifo!!! Poi si infila due bottiglie in bocca e beve!
Nel frattempo il suo amico braccio-destro taciturno gli porge il filtro di una sigaretta da fumare... Vabbè!!!

venerdì 8 maggio 2009

Amore. Cos'altro?


Curioso.

Apro il blog col cuore in mano pensando..adesso parlo d'amore.

Leggo l'ultimo messaggio lasciato dalla mia "cugina prefefica"..e la chiusura parla d'amore.

Già, poco fa pensavo alla felicità. Come unica cosa di cui abbiamo bisogno, l'unica cosa che, personalmente, mi fa andare avanti.

E pensavo che in questo momento della mia vita Berlino è questo. Nient'altro. Cercare di essere più felice possibile.

E, credo, quando la gente è felice, libera amore.

Per cui pensavo..la questione non è partire o no, fare figli o no, fare un lavoro che piace o no..la questione è davvero solo essere felici. E credo davvero che ognuno debba inseguire il suo modo.

A me rende felice amare. Virna, la Vita, le mie Scelte, molti di voi.


Die


P.s. Chiudendo ho pensato "non ho detto nulla di Berlino neanche stavolta..". E invece si.