mercoledì 24 febbraio 2010

Perla Berlinese n.1


Ciao care e cari, da oggi si inaugura la piccola rubrica "Perle Berlinesi".

Piccoli (giuro, mi impegnerò nella sintesi..Virna è già più brava..vedi post precedente!) racconti di scene quotidiane che avvengono in questa magica città sotto i nostri occhi..e che riconciliano con la vita o rendono semplicemente le giornate più soffici.

Bando alle chiacchere.

Perla n.1


Metrò. Verso AlexanderPlatz sale un ragazzo che vende "giornali di strada". Uomini e donne che, tramite l'accoglienza e la vendita di queste riviste, cercano di risollevarsi. DA che? Un sacco di robe: sostanze, depressioni, passaggi a vuoto. Insomma gente che ci prova.

E lui è di quelli che sembrano in grado di farcela. Chissà.

Sale e anche il suo cane (è un'Husky) non è messo nè troppo male, nè troppo bene.

Parte il metrò e lui racconta ad alta voce le difficoltà e i tentativi, chiedendo di acquistare.

Il suo cane, inizia intanto uno studio a distanza con un cagnone nero poco più avanti, si guardano..sembra si piacciano, di certo si interessano.

Due bambine sedute vicino a noi si alzano e iniziano a coccolarsi l'Husky con una tenerezza infinita (e anche il cane è tenero, si lascia accarezzare tranquillo senza dimenticarsi di puntare il cagnone..). Parole e carezze.

Il ragazzo fa il suo giro, vende una o due copie (c'è quasi sempre qualcuno che compra, meno male) e scende dal metrò.

Io mi son distratto, non l'ho visto scendere.

Poi mi rigiro, e vedo le due bambine che si son fatte la carrozza del metrò e ora stanno accarezzando con la stessa tenerezza il cagnone nero. "Wie Heisst er?" "Come si chiama?" chiedono quasi in coro al padrone del cagnone. "Herbert", risponde lui.

martedì 23 febbraio 2010

Lunchkonzert 23.Febbraio


...chi desidera attraversare Berlino, dovrebbe essere a conoscenza di quanto accade ogni martedì alle 13.00 presso il Foyer della Philarmonie... ciò che segue è un esempio di ciò a cui si può assistere (gratuitamente!)!

Mi piace specificare che il gruppo che si è esibito oggi era composto da tre uomini e due donne... queste ultime hanno diretto il gruppo alternandosi!


...una magia? Na ja, solo musica classica!












lunedì 4 gennaio 2010

Cartoline dall'Italia.


Ed eccoci. Zuruck again.

Dieci giorni in Italia. E non si può dire siano volati. Sono successe molte cose: alcune molto brutte, altre molto belle e la maggior parte che stan nel mezzo. Tante, tante co(r)se. Impossibile raccontarle o anche solo tentare di spiegarle. Mi affido alla "solita" lista di cose che mi son segnato tra un bacio, una telefonata, una lettura, uno spegner di luce a fine giornata.


Proviamo. Ecco qui (in ordine sparso) i giochi di luce e penombre di quei giorni.


"Imagine" di John Lennon che suona in macchina di notte in Autostrada.


Gli occhi lucidi nel salutare la Giò e Ale.


La casa nuova del Nonno.


La dolorosa sensazione di aver sbagliato molti pensieri.


Vino, vino, vino, Irish mist, Cuba Libre.


Il clamoroso e sistematico (grazie mille, cara, sei stata mitica!) gioco d'anticipo di Carolina.


La campagna di neve e nebbia.


La simpatia di Leo.


L'affetto di tanti, che cerco di ricambiare.


Marcorè che fa Ligabue.


L'aggressione ai simboli di potere.


Il Toio che suona il sax sulla porta di casa e i vicini che accorrono per le congratulazioni.


Nadir " Fino a qualche anno fa siamo stati bravissimi ad apparecchiare il territorio, poi ad un certo punto abbiamo iniziato a non capirci più un cazzo e l'abbiamo distrutto".


L'ultima boccata di sole sopra le nuvole prima che l'aereo scendesse tra le nuvole verso Berlino.


Il fritto misto all'Anice Stellato.

Gli sms di Michi e Dani. Che vicinanza.

4 letti in 10 giorni.

L'sms di Granetto.

I biscotti di Ale.

La brutta notizia.

Gli incroci di Bergantino.

La Jaky che mi cerca uscita dalla sala parto.

Sentire la Cioppy (in almeno due sensi).

Anita che ti ribalta quando vuole.

Mia mamma che cerca di convincere la tartaruga (quella che deve far finta di essere anfibia..) ad andare in letargo.

Il Nonno che ride sgommando sulle rotonde cariche di neve.

Addormentarsi ascoltando gli Arcade Fire nell'Ipod a letto.

Quel senso di familiarità a casa di Lara e Ste.

Il cimitero ricoperto di neve fresca.

La firma.

L'aggressivo nervosismo di alcuni milanesi (ma anche novaresi) alla guida.

La dolorosa sensazione di aver azzeccato molti pensieri.

Il senso di pesantezza provata nella tirata di quell'amico lì.

Le parole che dovevo a mia mamma.

Guidare piano e con la radio spenta, cercando di ascoltare i pensieri soffici.

La telefonata di Fabio della vigilia "c'è un cambiamento di programma..."

La passeggiata con la Sofi nella nebbia a scattare.

Il sole di Venezia.

I cinesi di Giorgino.

Il tragitto (quante emozioni!) da Carbonara a Trento con in testa la frase "Between the click of the light and the start of the dream..."

Il dover essere io a. Eccheccazzo, basta.

Il fatto che un sacco di gente (non pendolari e persone con reali problemi) non riuscisse a godersi una super nevicata come una cosa splendida.

Mio fratello.

Il senso di comunità che si sente ancora in Veneto.

La stanghetta di Mou degli occhiali del nonno.

Nadir e Debora che ci accompaganano all'aeroporto.

Mia mamma al telefono "Abbiamo una felicità bellissima!".

"Canzone del post": "No cars go", naturlich. A presto!


giovedì 17 dicembre 2009

Grandi Consolazioni



Ciao care e cari,


Eccoci qui con un piede sulla scaletta dell'aereo per tornare alla penisola..zero voglia di rientrare nella bagarre post "impatto architettonico" milanese di S. B. (non si sa mai..)..ma tanta voglia di vedere molti di voi (come al solito agenda fitta fitta e impossibilità di vedere tutti..).




Oggi vi raccontiamo di musica.



Classica (ho sentito un rumore di sedie e gente che scappa?).




Cioè, in realtà prima volevo ringraziare Andrea che ci ha spedito su 2 cd di musica che fan calda compagnia..ebbene si..le cose arrivano fin quassù! E le relazioni han bisogno di cibo, per sopravvivere.




Dicevamo, musica classica. Una delle scoperte berlinesi. Adesso non è che dovete immaginarci con panciotto (cioè, quello sì..ci si veste a strati qui..) in poltrona (che non abbiamo..però abbiam comprato un divano a 2 posti pulciosissimo a 35 Euro al mercato delle pulci.. e mai nome fu più azzeccato..però la Giò e Ale ci han dormito e non si grattano oggi più di quanto facessero prima..) ad ascoltare musica classica. Però, come si è detto altre volte, questo è un viaggio alla scioperta di cose nuove...




Quindi.




Quindi qui, tra le varie cose gratis che si possono fare, c'è un concerto a settimana di musica classica che viene fatto nel Foyer della Philarmonie. Di solito son progetti di un/a componente della Berliner Philarmonie che chiama a suonare altra gente.




Ma veniamo al sodo. Martedì siamo riusciti ad andare e, per la prima volta, c'era Mozart. Cioè, non lui lui, musicisti che suonavan pezzi suoi (quelli allegati quà sotto..i pezzi, non i musicisti..). Ed è stata una rivelazione. Ho capito una cosa che altre volte mi ero già detto.




La musica classica è una grande consolatrice.




Mi spiego..queste ultime due settimane sono state un pò...un pò...così, tirate..un pò di ansie da futuro, da decisioni che dovremo prendere e non saran facili..e l'umore faceva un pò di Bunjee Jumping. Con questo spirito siamo andati alla Philarmonie ad ascoltare e vedere (è questa la vera scoperta, vedere suonare la musica classica...il carisma degli strumenti, questi archetti che corrono, gli occhi che si incrociano per intese impercettibili, la gente di tutte le età che accorre e musicisti di tutto il mondo che parlano una sola, antica ma anche moderna, lingua..oltretutto il bello di qs concerti è che ci si siede dove capita, senza sedie, perlopiù per terra..e noi siam quasi sempre seduti per terra di fianco al palco).




Ebbene...pian piano qs musica (questo Mozart è risultato per per certi versi più accessibile di altri concerti sentiti..e a tratti modernissima..voglio dire, scritta nel 1780..) è entrata dentro, si è svolazzato (ascoltate bene il terzo movimento) in giro per gli spazi..a tratti anche un pò commosso (come ci siam confessati a vicenda dopo il concerto..).




Grande, grande, grande consolazione.




La musica.




Ok, tra qualche ora, Italia.




Sale l'emozione.




Tschussy







Ecco qui gli allegati (in coda doveva esserci una chicca che non riesco ad Uplodare...ci riproverò!!)..d'altronde il Natale ed il Capodanno sono o non sono i momenti dell'anno in cui si ascolta musica classica? Per quest'anno ve la proponiamo noi (bruciando sul tempo i vari concerti capodanneschi!)


Quintetto per clarinetto, 2 violini, viola e violoncello (KW 581) (1789)




http://www.youtube.com/watch?v=tDsJafY5ePA&feature=PlayList&p=C4CF79AAAF301679&index=5




http://www.youtube.com/watch?v=xOkMZUmf1EQ&feature=PlayList&p=C4CF79AAAF301679&index=0




http://www.youtube.com/watch?v=rXFlnLlpwUo&feature=PlayList&p=C4CF79AAAF301679&index=1




http://www.youtube.com/watch?v=sT3LIk_p70Q&feature=PlayList&p=C4CF79AAAF301679&index=2







Quartetto per Oboe, Vilino, Viola e Violoncello (KW 370) (1781)




http://www.youtube.com/watch?v=fLKd-d4RPmA&feature=PlayList&p=9016A72A700FE917&playnext=1&playnext_from=PL&index=1
























lunedì 7 dicembre 2009

Jam session


































































































































Scusate l'assenza, è tutta colpa di Facebook.

Riproviamoci, i blog permette quel respiro che troppo spesso quell'aggeggio biancoblu non permette. E poi qui è più intimo.
Dunque.
Sabato sera.

Organizzazione impeccabile: Alla ricerca del' Eintritt frei (entrata libera).
Dopo una premiazione di corti sul muro nel quartiere Mitte, ci dirigiamo verso "Ovest".
Charlottemburg by night. Forse (non siamo riusciti a risalire..) la nostra prima serata dacchè siam qui nell'ex Ovest (cioè, anche Kreuzberg era Ovest ai tempi, ma oggi non sembra davvero..).
Ed in effetti.
Sembra un'altra città.

Arriviamo verso le 23.30 e il locale Jazz che a mezzanotteemezza ospita la Jam session (frei..) è pieno per un concerto a 14 Euro..
Ok, ci rifugiamo nel Caffè Jaques Brel (das ist Charlottemburg, baby..) per una birretta per ritentare l'assalto all' "A-Trane" più tardi.

All'ora stabilita siam lì, approfittiamo del tabagismo della gente che si fuma la sigaretta fuori per trovare un micro tavolino sotto il palco.
Dopo qualche minuto arriva un tipo abbastanza assurdo (basettona, pantaloni di velluto neri di due o tre taglie troppo grandi, giacca a scacchi con sotto maglietta dei San Francisco 49..) che salito sul palco (ondeggia? Si, decisamente..) ci chiede se può appoggiare il suo (decimo?) bicchiere di vino bianco sul nostro tavolino. Naturlich..
Poi arrivano il batterista ansioso (poretto , capiremo più tardi, è l'unico a sbattersi per tenere assieme il trio..) e il contrabbassista polleggiatissimo.

Dalla presentazione capiamo che il sassofonista (che dallo spaesamento del volto potrebbe essere arrivato oggi dal Turkmenistan, ed invece è tedesco..) dev'essere uno bravo.
Attaccano. Tosti, Jazz tirato. E il sassofonista (se sopravvive, ci diciamo io e Vi..) è davvero bravo.

Fan quattro pezzi, tra cui uno più tranquillo, davvero bello.

Poi (su cenno del sassofonista, che nel frattempo si è dimenticato il suo vino sul nostro tavolino..) il batterista dice: se qualcuno vuol venire a suonare con noi..bitte..

Spaesamento e imbarazzo tra il pubblico..d'altronde è una Jam session, ci diciamo..sarà un invito "dovuto"...e invece, nel giro di due minuti fioccano sul palco uno, due, tre, quattro musicisti con il loro strumento nella custodia che si buttano nella mischia (e il sassofonista, intanto, si dilegua..).

C'è il chitarrista elettrico che sembra non suoni da un anno..nel senso della voglia..occupa il palco e non lo molla più..si diverte parecchio.
Poi arriva il clarinettista, più pacato, sorride spesso ed è gentile.

Quindi un Flautotraversista (?!), che suona in maniera geniale (con infiniti tentativi a vuoto di inserirsi nella dolce baraonda che nel frattempo han creato tutti assieme) sculettando leggermente, e poi arriva un pianista con bolla alcolica e dita mooolto capaci.
Poi dopo arriveranno nella serata un altro pianista, due giovani (nel senso vero...cappello da rapper e felpa con cappuccio) cantanti, un altro batterista...ecc..

La cosa bella è che questa scena è un ottima metafora di Berlino. C'è un palco, dove ci si diverte ma bisogna saper fare qualcosa, c'è la capacità di accogliere (secca, senza tanti fronzoli o sguardi in più..come fanno insomma i musicisti Jazz..) e il resto tocca a te.

Noi siam qui e s(t)iam così. Stiamo metabolizzando (devi prendere il tempo, sennò sul palco..) e cercando di capire quando potremo salire su quel palco e suonare il "nostro" strumento..per ora pervade quell'eccitazione mista a paura che si hanno quando si è deciso di salire ma non lo si è ancora fatto. Troveremo strumento e coraggio?
Con che strumento ci vedete? E voi, con quale vi presentereste sul palco?

Bacio, Vi e Die

martedì 15 settembre 2009


Care e cari...permetteteci un piccolo scollinamento tra Convolation e Hochebene..per ricordare che son passati (oggi) due anni...che baldoria, ogni volta che ci pensiamo...voi che immagine vi portate dietro?

Oggi il nonno via chat ricordava a Vi il corpo di Yortz crivellato dai colpi dei cacciatori all'alba sul Po..

Ma soprattutto, chi è che organizza la prossima (matrimonio o no..)?

Abbracci

giovedì 10 settembre 2009

L'amore a Settembre..






VeneziaCarbonaradiPoVeronaBolzanoRoveretoNovaraBorgomaneroMilanoSizzano. In 7 giorni. Ma ne è valsa la pena!



Abbiamo fatto questo tour (dell'Italia? De force?) per cercare di incontrare più gente possibile..ed in effetti abbiamo incontrato molti di voi..ora siamo qui, a casa a Berlino. C'è un silenzio palpabile (dopo tanti giorni di voci, volti, voi), fuori ci son prove tecniche d'autunno.



Mi piacerebbe raccontarvi come sono stati questi 7 giorni in Italia, ma non sarebbe facile per cui affido il tutto ad una serie di immagini, situazioni, microriflessioni tra le righe e le colonne.


Sapendo che la velocità di quei giorni e le cornici emotive in cui avvenivano non avrebbero reso facile un resocnto, man mano che passavano i giorni mi segnavo, quando riuscivo, su un fogliettino queste mezze frasi, quasi parole sparse, riguardanti cose che non volevo dimenticarmi.



Eccole, in ordine sparso.


La luna sul Po.


Virna con i cerotti.



Amatriciana, pesce spada e peperoni, primo pasto italiano dalla "Marisa".



Il latte e menta che mi ha fatto il Mahatma.



Stranieri sorridenti e gentili (con e senza sorrisi d'incoraggiamento) sui treni in Italia.



La signora di Venezia che alla domanda "Scusi, per S. Marco?" mi ha guardato e risposto "Seguitemi"..sembrava uscita da Pane e Tulipani e andava molto più rapida del gruppo Garosi!



Savater, Handke e Internazionale (la rivista, sempre meglio..).



La Tv in Italia (dio, ancora la Flatcher, non ci posso credere..) e l'Italia in Tv.



La Val Gresta, una valle in trentino tutta biologica (Yes, we can..)



La fatica x trovare un bar aperto dove fare un aperitivo con Gaggi domenica alle 19 in centro a Novara.



La buona condizione di mia mamma dopo un mese a Ronzone!



Lo sguardo di Anita.
Lo Stanga che mi parla delle sue scelte.


La pancia di chi so io...



La tartaruga di mia mamma costretta a far finta di essere anfibia (quando entri nella stanza ha la testa fuori dal pelo dell'acqua, quando ti vede la mette subito sotto..).



Abbracciare gli amici dopo la cena di lunedì e "sentire" che non li avrei rivisti per qualche mese.

L'Sms della Cioppy che mi parla del suo futuro.


Il Willkommenn a casa di Ste e Lara.



Simon che salta sul binario dall'emozione nel vederci e mi fa piangere.



Nini che tira giù le tende del soggiorno di mia mamma fischiettando "Volare".



La spilla sulla canottiera di Ginevra (e il dispiacere di non averne neanche una foto..).



Lo sguardo della nonna di Virna su di me.



Il Cda in giardino.



Luca "..ma un pomeriggio a casa a leggere un libro, noo?".



Il biglietto dell'autobus rubatoci appena arrivati in Italia.



La ragazza con bici e bombetta che a Ferrara saluta il ragazzo con bombetta sul treno.



L'intensità di Zazà e la tristezza, una volta a casa, all'idea di star lontano da gente come lui.



La Giò, Ale, Cuma e Anita che ci accolgono sul pianerottolo di casa loro.



Camminare chiaccherando con mia mamma.



Leo che dorme a braccia aperte sul divano.



Ale "..a fumare mi sembra..di far fumo".



La pancia di Nadia.


I sorrisi di Nicolò.


Sabine, splendente, che arriva con un regalo per noi.



La messa senz'audio domenica mattina in Tv (ragazzi, provate ad osservare Ratzinger senza volume..).



Novara, specchio rotto di quest'Italia socialmente distrutta da una politica ignobile e dal menfreghismo di troppa gente.



La richiesta di Daniela (a Vi) e quella di Michele (a me).



Il bisonte canadese.




Pulire la tomba di papà.



Sveva sulle mie gambe.



La mamma (brava!) con 3 bimbi in bici assediata dal traffico delle auto.



La voglia di vederci di certe persone (Glo e Cioppy su tutte ma solo per lo sbattimento..).



Sofi.




Il gatto nero fuori dalla finestra al primo risveglio in una placida Padana.




Le poche domande su Berlino di alcuni (dai, la nostra scelta merita interesse oltre alla casa e al lavoro!) e la curiosa curiosità di altri.



La tensione la notte prima di partire (sia per l'Italia che per la Germania).



Il giro in moto con Gianni (il papà di Virna!).


Ora, siam qui.
A presto, care e cari.